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Il commercio internazionale di armamenti con Israele, dopo il 7 ottobre 2023

Dal 7 ottobre 2023, con l’offensiva di Hamas e l’inizio di operazioni IDF a Gaza risultanti in inaudite conseguenze per la popolazione civile palestinese, diversi Paesi hanno annunciato limitazioni al commercio di armamenti con Israele – mentre altri hanno rivendicato il sostegno per il Governo Netanyahu. L’esame incrociato di fonti aperte permette di visualizzare l’estensione della rete commerciale di cui si avvale il formidabile apparato militare e industriale israeliano, nonché di evidenziare le ipocrisie di certi Governi.

L’indagine in questione è relativa al periodo novembre 2023 – dicembre 2024: essa è basata sull’incrocio di diverse fonti. Il database SIPRI,1 che individua ordini, consegne ed esportazioni dei maggiori sistemi d’arma, da o per Israele; i dati ISTAT,2 che nonostante l’oscuramento rivelano parte dell’export e import militare italiano con Israele; il database UN COMTRADE,3 che certifica una parte “in chiaro” del commercio internazionale di armamenti con Israele; infine, la risorsa certo più interessante: il database della Israeli Tax Authority,4 fonte istituzionale israeliana registrante gli ingressi nel Paese di ogni sorta di merci, armamenti inclusi. In particolare, quest’ultimo database rivela i Paesi di transito degli armamenti diretti in Israele, ovvero gli ultimi porti o aeroporti da cui gli armamenti sono stati spediti. Nei vari database, questa indagine conteggia l’import-export dei soli codici merceologici propriamente riferibili ad armamenti, utilizzabili per scopi bellici: i codici che includono anche armamenti, ma non permettono di distinguerli da una parte di commercio ad uso civile, sono stati esclusi, comportando quindi un risultato conservativo.5 Per facilitare il confronto, i valori delle esportazioni e importazioni saranno, ove necessario, convertiti in $, usando il tasso di cambio medio dell’anno in questione.

Tutte queste fonti hanno, nondimeno, delle importanti limitazioni, che rendono il nostro sguardo ragionevolmente veritiero, ma parziale. In particolare, al SIPRI sfugge la compravendita di armi leggere e di gran parte del munizionamento, mentre, a causa della struttura dei codici merceologici, dai dati ISTAT è possibile dedurre solo parzialmente le esportazioni in campo aeronautico-militare, e risultano difficilmente indagabili le merci militari del settore aeronavale, dirette in Israele, nei database UN COMTRADE e della Israeli Tax Authority. Quanto ai dati riferiti all’UN COMTRADE da gran parte dei Paesi europei, non differenziano tra esportazioni verso Israele di armamenti prodotti nel loro territorio e ri-esportazione (o transito) verso Israele di armamenti prodotti altrove, mentre i dati provenienti da Israele non figurano nel database. Solo l’incrocio di queste molteplici fonti fa emergere un risultato sufficientemente esteso e significativo. Quanto emerso da questa indagine, con l’insieme dei Paesi coinvolti, è visualizzato nella mappa all’inizio di questo articolo.

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Dal 7 ottobre 2023, le esportazioni verso Israele di armamenti, componentistica militare e munizionamento statunitensi sono tanto estese che risulterebbe poco pratico elencarle in questo breve articolo: le sole indagabili nel database UN COMTRADE raggiungono i 2,1 miliardi di $, tra novembre 2023 e dicembre 2024. Dopo l’offensiva di Hamas e l’inizio delle operazioni a Gaza, Israele ha inoltre firmato un gran numero di nuovi ordini con l’industria bellica USA, assicurandosi forniture per anni a venire – comprendenti mezzi corazzati, caccia, radar, motori aeronautici, aerocisterne, missili intercettori ed un enorme quantitativo di bombe guidate.1 Tra la parte di ingressi in Israele indagabili nel database della Israel Tax Authority – armi leggere, armamenti e munizionamento terrestri, veicoli – nel periodo in esame possiamo verificare arrivi dagli USA equivalenti a 182 milioni di $.

Nel periodo in esame, il principale Paese europeo fornitore di armamenti e componentistica bellica ad Israele si rivela essere la Germania, stando a quanto possiamo documentare ad oggi. Le esportazioni ad uso bellico di Berlino eludono gran parte delle principali, citate fonti da noi utilizzate: tuttavia, un rapporto alla Corte Internazionale di Giustizia riporta l’approvazione tedesca di licenze per l’esportazione in Israele di materiale ad uso bellico equivalenti a 273 milioni di $, tra il 7 ottobre 2023 e marzo 2024.6 Altri 5 milioni di $ sono documentati da aprile al 21 agosto 2024,7 mentre ben 101 milioni di $ di nuove licenze sono state approvate da Berlino tra agosto e ottobre 2024.8 Riassumendo, tra il 7 ottobre 2023 e ottobre 2024, la Germania ha approvato licenze di esportazioni di merci ad uso bellico verso Israele ammontanti a ~379 milioni di $, mentre non possiamo conteggiare il valore delle esportazioni già in corso, relative a licenze approvate prima del 7 ottobre, e probabilmente assai cospicue.

Nei dati ISTAT, gran parte delle esportazioni militari risultano “oscurate”, specialmente quelle relative alla componentistica aeronautica. Nondimeno, la struttura dei codici merceologici permette di dedurre il valore di diverse di esse. Dal 2025, il nuovo portale ISTAT pare aver rimosso anche questa possibilità.

Il Regno Unito rimane tra i maggiori fornitori di IDF e industria bellica israeliana. Si tratta di un caso curioso, poiché l’invio di materiale militare UK verso Israele è ben occultato, non figurando che in minima parte nei database UN COMTRADE e Israel Tax Authority – nonostante siano in atto esportazioni di grande importanza, anche per il ruolo di primissimo piano dell’industria UK nella produzione di componentistica per F-35 di tutto il mondo. Si ricorderà come specialmente componentistica militare ad uso aereo e navale sia ben difficile da rilevare nei citati database. Tuttavia, i database governativi del Department for Business and Trade9 e della Export Control Joint Unit10 offrono un dettagliato sguardo sulle nuove licenze concesse da Londra: tra novembre 2023 e fine 2024, il Regno Unito ha approvato nuove licenze per esportazioni militari in Israele equivalenti a 180 milioni di $ – mentre risulta non indagabile, ma certamente cospicuo, il valore delle licenze già approvate e in fase di consegna.

L’India, oltre a confermarsi tra i maggiori acquirenti di sistemi d’arma israeliani, figura ai primi posti tra i Paesi esportatori o ri-esportatori di armamenti, nei dati della Israel Tax Authority: 97 milioni di $ di merci militari tra le sole, già citate, categorie indagabili. La medesima fonte rivela come anche da Romania (35 milioni di $), Taiwan (25 milioni di $), Austria (23 milioni di $) e Repubblica Ceca (16 milioni di $) siano arrivate significative quantità di armamenti e componentistica bellica in Israele, dopo il 7 ottobre e sino a fine 2024.

Caccia F-35I, F-16D e F-15I del 5601 Squadron IAF, nel 2024. L’intera flotta da caccia israeliana, impiegata nei bombardamenti, dipende dall’utilizzo di modelli statunitensi.

E l’Italia? Roma è nota per essere tra i primi partner europei dell’industria bellica israeliana, nonché una delle capitali ad aver limitato, ma non interrotto, le esportazioni ad uso bellico verso Israele dopo il 7 ottobre. Dopo l’iniziale, falsa affermazione di aver sospeso ogni invio di armamenti verso Israele, il Governo Meloni ha infatti corretto il tiro, rivelando di aver sospeso la sola concessione di nuove licenze di esportazione, mentre le licenze già approvate prima del 7 ottobre sarebbero rimaste in vigore, le consegne continuate: ciò è confermabile dall’esame delle Relazioni al Senato sulle esportazioni di armamenti. Tuttavia, l’affermazione secondo cui tali licenze sarebbero state ricontrollate, assicurandosi che non riguardassero armamenti con possibili ricadute sulla popolazione civile di Gaza, rimane facilmente contestabile.11

Israel Tax Authority registra 5 milioni di $ di armamenti terrestri e/o munizioni, prodotti o ri-esportati dall’Italia, giunti in Israele tra novembre 2023 e fine 2024. Per i dati ISTAT, le esportazioni verso Israele di armi e munizioni, nel periodo in esame, equivalgono a 8,6 milioni di $, di cui 6,8 milioni di $ di armi & munizioni da guerra “oscurate”. ISTAT, tuttavia, rileva anche un elemento ben più significativo: esportazioni di merci aerospaziali “oscurate” nel database, equivalenti a 47,6 milioni di $, ragionevolmente in larga parte riferite a materiale ad uso bellico. L’Italia, come vedremo, partecipa altresì al rifornimento del pool globale di componenti per F-35, da cui attingono anche i velivoli israeliani, ma la destinazione d’uso israeliana di tali componenti, per via delle triangolazioni, non può essere verificata e conteggiata nei database appena citati.

Emergono, poi, esportazioni verso Israele significative non per la loro consistenza, ma per il posizionamento (geo)politico dei Governi coinvolti. Circa 10 milioni di $ di merci militari provenienti dalla Cina, per la gran parte componentistica, sono registrati dalla Israel Tax Authority, tra novembre 2023 e fine 2024. Nel medesimo periodo, diverse navi container della MAERSK, trasportanti cassoni alari di caccia F-35 da assemblare in Israele, sono transitate da Port Said, in Egitto.12 Anche il Brasile ha proseguito con limitate esportazioni di armamenti verso Israele, di cui 2 milioni di $ sono verificabili nei dati della Israel Tax Authority: a ciò, come vedremo, si sommano alcune importazioni, nonostante il Governo Lula accusi apertamente Israele di genocidio già da ottobre 2023.13

Da Madrid, il Governo Sanchez ha dichiarato a maggio 2024 di avere bloccato il transito dai porti spagnoli di armamenti diretti in Israele: nonostante ciò, nei mesi successivi, merci ad uso bellico destinate al Ministero della Difesa israeliano hanno continuato a transitare dal porto spagnolo di Algeciras, come svelato da una preziosa inchiesta.14 Anche l’esame del database della Israel Tax Authority conferma un prosieguo dell’arrivo di materiale bellico dalla Spagna, giunto prevalentemente per via aerea all’aeroporto Ben Gurion.

Dopo il 7 ottobre 2023, Israele ha naturalmente continuato ad usufruire della rete di Paesi producenti componenti per F-35, utilizzati sia nei nuovi F-35I in produzione per l’IDF, sia nel pool condiviso di parti di ricambio. Queste aziende produttrici si trovano, oltre che negli USA ed in Israele stesso, in Regno Unito, Italia, Belgio, Olanda, Australia, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Canada e Germania.15 Gli F-35I israeliani, da fine 2023, hanno avuto un utilizzo eccezionalmente intensivo, risultante in un gran bisogno di manutenzione e pezzi di ricambio. Dal punto di vista del controllo delle esportazioni di armamenti, la struttura del programma F-35, dove i Paesi produttori mettono in condivisione i componenti in un pool globale a disposizione di ogni utilizzatore del caccia, ne fa un caso assai peculiare: rende difatti ben difficile tracciare il Paese destinatario dei componenti prodotti, a causa delle triangolazioni coinvolte. Una volta prodotti, i componenti destinati all’utilizzo come parti di ricambio entrano a far parte di tale Global Spares Pool e divengono proprietà USA, senza un sistema che permetta di legare produttore e destinatario.16 Poiché i componenti non sono esportati direttamente in Israele, ma possono finirvi tramite questa triangolazione, ciò permette di eludere le limitazioni alle esportazioni annunciate da alcuni dei Paesi produttori.

A fine 2024, al termine del periodo coperto da questa indagine, il Ministero della Salute di Gaza conteggiava ~46mila morti e ~109mila feriti palestinesi nella Striscia. (AFP via Getty Images)

Tutto ciò, unito alla partecipazione di parti provenienti da molteplici Paesi alla produzione di ogni nuovo velivolo, lega di fatto l’intera rete di produttori all’impiego di F-35 in violazioni del diritto internazionale, bombardamenti indiscriminati, o aggressioni unilaterali, da parte di qualsiasi Paese dotato del caccia. Nel febbraio 2024, il Governo olandese, sotto ordine della Corte d’Appello di Hague, ha sospeso le esportazioni di componenti di F-35 verso Israele dal proprio territorio – dove risiede uno dei magazzini del pool globale di parti di ricambio.17 Tuttavia, nel 2025 la Corte Suprema ha annullato tale decisione.

Un’estesa rete di Paesi, inoltre, ha importato armamenti israeliani, o siglato nuovi contratti con l’industria bellica israeliana, dopo il 7 ottobre. Nel 2024, Austria, Azerbaijian, Italia, Kenya, Liberia, Marocco, Olanda, Filippine, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e USA hanno firmato nuovi ordini,18 mentre tra novembre 2023 e fine 2024, Australia, Brasile, Canada, Cipro, Croazia, Danimarca, Ecuador, Estonia, Finlandia, Germania, Guatemala, Kenya, Messico, Ungheria, Indonesia, Italia, Lituania, Malawi, Montenegro, Filippine, Singapore, Thailandia e USA hanno ricevuto significative consegne di armamenti prodotti da Israele.19 L’Italia, nel solo 2024, ha autorizzato nuove licenze d’importazione di armamenti israeliani per 168 milioni di $,20 mentre nel novembre 2023 la Germania ha siglato il contratto più redditizio della storia dell’industria bellica israeliana – relativo alla fornitura di sistemi anti-balistici Arrow-3, che nei decenni a venire rappresenteranno la principale difesa europea da armi balistiche a medio raggio.21 Nel 2024, il Brasile di Lula ha importato ~22 milioni di $ di armamenti israeliani, tra le sole categorie indagabili da UN COMTRADE.

Una considerazione finale: per le limitazioni delle fonti a nostra disposizione, da questa indagine è potuta emergere solo una parte del commercio di armamenti con Israele. Altresì, oltre agli armamenti propriamente detti, meriterebbero un’indagine a parte, certo di difficile attuazione, le numerose merci dual-use con un più o meno diretto impiego bellico. Limitiamoci a citare uno dei casi più curiosi: a partire dal quarto trimestre del 2023, in concomitanza con l’offensiva di Hamas e l’inizio delle operazioni IDF a Gaza, dati ISTAT rivelano come l’Italia abbia iniziato ad esportare in Israele significative quantità di nitrato d’ammonio – un composto che trova impiego come fertilizzante, ma anche come componente di esplosivi per demolizioni di edifici. Demolizioni che, proprio da fine 2023, sono attuate su scala massiccia dalle forze armate israeliane, nei territori occupati.

FONTI & NOTE
  1. https://armstransfers.sipri.org/ArmsTransfer/TransferData[][]
  2. https://esploradati.istat.it/coeweb/databrowser/#/it[]
  3. https://comtradeplus.un.org/[]
  4. https://data.gov.il/he/datasets/taxes-authority/customs_import_statistics_data[]
  5. In UN COMTRADE, codici 8719, 890610, 9301, 9302, 930510, 930591, 9306; in Israel Tax Authority, codici 9301000000, 9301100000, 9301200000, 9301900000, 9302000000, 9305100000, 9305910000, 9305990000, 9306000000, 9306300000, 9306900000, 9306901000, 9306909000, 8710000000.[]
  6. https://www.justsecurity.org/114479/german-arms-exports-israel-icj/[]
  7. https://www.reuters.com/world/germany-has-stopped-approving-war-weapons-exports-israel-source-says-2024-09-18/[]
  8. https://www.timesofisrael.com/germany-approves-over-100-million-in-arms-exports-to-israel-angering-rights-groups/[]
  9. https://www.gov.uk/government/organisations/department-for-business-and-trade[]
  10. https://www.gov.uk/government/organisations/export-control-joint-unit[]
  11. https://www.actabellica.it/medio-oriente/commercio-italiano-armi-israele-dopo-7-ottobre/[]
  12. https://www.maskoffmaersk.com/s/REPORT-Maersk-F35Program-05272025.pdf[]
  13. https://web.archive.org/web/20231107051920/https://agenciabrasil.ebc.com.br/en/politica/noticia/2023-10/president-lula-says-war-middle-east-genocide[]
  14. https://www.eldiario.es/internacional/espana-actua-puerto-transito-material-militar-israel-pesar-suspension-anunciada-gobierno_1_11782908.html[]
  15. https://www.workersinpalestine.org/who-arms-israel[]
  16. https://www.nrc.nl/nieuws/2024/06/27/export-van-nederlandse-f-35-onderdelen-naar-israel-is-niet-te-voorkomen-a4858007[]
  17. https://www.bbc.com/news/world-europe-68272233[]
  18. Vedi database SIPRI[]
  19. Sono inclusi solo Paesi con almeno 1 milione di $ di consegne, da UN COMTRADE, con codici 8719, 890610, 9301, 9302, 930510, 930591, 9306, o con codice 93 nel caso i sottocodici siano oscurati; oppure con consegne rilevate da SIPRI[]
  20. https://documenti.camera.it/_dati/leg19/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/067/003v01/INTERO.pdf#page=63[]
  21. https://breakingdefense.com/2023/11/israel-finalizes-arrow-3-deal-with-germany-aims-for-late-2025-delivery/[]
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